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Dual
core
Una CPU
dual core (in italiano doppio nucleo) unisce due
processori indipendenti, le rispettive Cache
e i cache controller in un singolo package.
Questo tipo di architettura consente di aumentare la potenza di
calcolo senza aumentare la frequenza di lavoro, a tutto vantaggio del
calore dissipato.
I primi processori dual core prodotti sono gli IBM
PowerPC
del 2003
ma il concetto ha assunto risonanza mondiale nel 2005,
anno in cui i due maggiori produttori di CPU,
Intel
e AMD,
hanno messo in commercio i primi esemplari di una nuova generazione
di microprocessori, basati sui rispettivi prodotti esistenti, e
contenenti due core.
Motivazioni
per una soluzione Dual Core
Aumentare ulteriormente la frequenza di clock
di una CPU single
core è stato giudicato dai progettisti una via
molto onerosa e complicata, dato che i consumi dei processori hanno
superato i 100 W e si presenta un conseguente problema di
raffreddamento dei circuiti.
Quindi si è deciso di puntare sul parallelismo
in modo da poter aumentare il numero di operazioni eseguibili in un
unico ciclo di clock. Tale approccio comporta anche alcuni svantaggi,
in quanto i programmi devono essere ottimizzati per un utilizzo
multi-thread
per poter sfruttare appieno le caratteristiche di questi processori,
in caso contrario impegneranno solo uno dei due core, lasciando
l'altro pressoché inutilizzato. Può in più
verificarsi che una applicazione risulti di più lenta
esecuzione su un processore dual core e, al momento del lancio, erano
veramente pochi i software
già pronti per queste nuove architetture.[citazione
necessaria]
Una volta completato l'aggiornamento di tutti i programmi verso la
nuova filosofia, tutto dovrebbe (il condizionale è d'obbligo)
risultare più semplice, soprattutto alla luce anche dei nuovi
processori quad
core, ovvero formati da quattro core, giunti alla fine
del 2006
(e che richiedono ancora di più l'esistenza di applicazioni
ottimizzate).
Diversi analisti infatti[citazione
necessaria],
prevedono che se il software pensato per un utilizzo parallelo in
ambito dual core viene realizzato in maniera oculata, tenendo conto
non del funzionamento su un sistema dual core, ma su un sistema a più
core, non richiederebbe poi grosse modifiche per essere utilizzato su
un dual core o su un quad core. Secondo altri invece, gli sforzi
necessari per realizzare software multi processore che funzioni in
maniera ottimale saturando tutti i core e non occupandoli in modo
disomogeneo saranno esagerati in relazione con i reali vantaggi,
soprattutto di impatto di costi.
I primi processori dual core commerciali sono sostanzialmente
quelli della precedente generazione di processori di Intel e AMD
montati su un unico package, tuttavia esistono differenti approcci
attraverso i quali si possono realizzare chip dual core (V. Dual
core (tecniche di realizzazione) sulla realizzazione
fisica di queste CPU e Dual
core (gestione della cache), per considerazioni sulla
fruizione della cache da parte di ciascun core).
Dual core di Intel
Intel è stata un'accesa sostenitrice del passaggio ai
processori dual core[citazione
necessaria], tanto è
vero che già al momento del lancio dei primi processori della
nuova generazione dedicati al settore desktop, vale a dire gli Intel
Pentium
D (basati sul progetto Smithfield),
ha mantenuto i prezzi relativamente bassi (rispetto alla concorrente
AMD) simili alle controparti single core Pentium
4 basate sul core Prescott,
questo anche perché le frequenze dei suddetti processori
sarebbero state impari rispetto a quelle dei rispettivi processori
AMD e quindi la società ha deciso di utilizzare una tattica
aggressiva di ingresso del mercato dei processori dual
core.[citazione
necessaria]
I
primi Pentium D erano formati appunto da 2 core Prescott montati
sullo stesso package; successivamente sono arrivati anche quelli
basati su core Presler,
divenuti la seconda generazione di processore Pentium D (in cui erano
sempre presenti due core uguali affiancati, anche se non sullo stesso
package per poter così aumentare le rese produttive), con
processo produttivo a 65
nm. Dopo Presler è stata la volta del Core
2 Duo Conroe
arrivato sul mercato a luglio
2006.
Intel ha inoltre progressivamente esteso l'utilizzo di questa
tecnologia a tutti i segmenti di mercato, inclusi quello mobile, di
cui il primo esponente è stato il Core
Duo Yonah
e successivamente Merom,
entrambi evoluzioni del Pentium
M, e ovviamente al settore server. In questa categoria
i primi dual core sono Montecito
evoluzione del processore a 64
bit Itanium
2 con cache L3 che raggiunge in alcune versioni i 24
MB di capacità, mentre per i server di fascia bassa basati sul
processore Xeon
hanno visto la luce Dempsey
(formato da due core Irwindale),
e Paxville,
nomi in codice di queste CPU, costruite con processo produttivo a 65
nm e destinate, rispettivamente, a sistemi workstation e server a 2 e
4 processori. Da Conroe è derivato anche lo Xeon Woodcrest,
per sistemi server di fascia entry level dotati di due socket.
Dual core di AMD
I primi processori dual core di AMD sono stati gli Opteron
nel mese di aprile
2005
seguiti poi dagli Athlon
64 X2 alla fine di maggio
ed infine la versione FX con l'ultimo prodotto FX60 con frequenza di
lavoro 2,6 GHz. La particolarità degli Athlon 64 X2, a
confronto con i Pentium D, consisteva nel fatto che il core era
formato sostanzialmente da due Athlon
64 che funzionavano alla stessa frequenza dei
corrispondenti modelli single core ed anche il consumo medio rimaneva
pressoché inalterato. Questo non comportava quindi un calo di
prestazioni in caso di utilizzo con programmi single thread non
ottimizzati per i dual core come accadeva invece nei confronti di
Pentium 4 - Pentium D.
Dual core di altre case
Oltre al già citato PowerPC sviluppato da IBM ed inserito
anche in alcune versioni dei computer iMac
della Apple
è da evidenziare anche l'ultimo in ordine di tempo, il Cell
sviluppato congiuntamente da IBM, Sony
e Toshiba
anche se ad onor del vero questo non è un vero e proprio
processore dual core ma una CPU multi
core con core eterogenei. Altri processori Dual Core
sono i Sun
Microsystems UltraSPARC
IV/IV+, processori SPARC
per server SMP
rilasciati durante il 2004/2005
e, restando in ambito Server
ad alte prestazioni, i processori POWER4
(2003)
e POWER5
(2004)
della serie POWER
della IBM
che garantiscono anche il Multithreading.
Esempi di processori
dual core
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News dal Mondo dell'Informatica |
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Adobe
MAX Europe 2007 - Connect. Discover. Inspire.
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OpenOffice
2.3 - PIM -
Freeware
Phoner
2.10 -
Internet - Freeware
CCleaner
2.00.500 -
Utility - Freeware
Creare
un CD di boot "tuttofare" con BootZilla
L'ultima versione
è stata resa disponibile da qualche giorno. Conosciuto
precedentemente con il nome di "BHT", BootZilla
è
una raccolta di strumenti essenziali per la rimozione di virus,
spyware e malware nonché per la manutenzione del sistema. Le
varie utilità integrate nel pacchetto possono essere avviate
da un CD ROM di boot. BootZilla consente infatti di creare
un'immagine ISO che può essere poi masterizzata su supporto CD
utilizzando il software preferito (Nero, CD Burner XP Pro e così
via).
La lista completa dei software che BootZilla include è
consultabile facendo riferimento a
questa pagina.
Tra i vari
programmi inclusi citiamo l'antivirus AVG Free, l'antimalware
a-squared Free, HijackThis,
LSPfix,
utilità come ERUNT
e NTREGOPT, software per il backup (Autobackup) e la deframmentazione
del contenuto del disco fisso (JKDefrag), programmi che informano
sulla configurazione del computer ed effettuano benchmark (SIW,
Belarc Advisor), utilità per il recupero di file e cartelle
oppure partizioni "perse" (Testdisk e PhotoRec).
BootZilla può
essere prelevato in due versioni: la prima (pesa poco più di 1
MB) contiene tutti i componenti di base del pacchetto ma non ospita
alcun programma sviluppato da terze parti; la seconda ("full")
"pesa" circa 160 MB ed integra già tutti i software.
La configurazione
di BootZilla è avviabile facendo doppio clic sul file
BZUpdate.cmd, presente all'interno della cartella ove si è
provveduto ad estrarre i file dell'archivio zip.
Nel caso della
versione "leggera", è possibile richiedere il
download dei vari software, semplicemente premendo il tasto 1
(opzione "Build BootZilla").
In futuro,
per aggiornare l'intero pacchetto di BootZilla senza essere costretti
a scaricare interamente tutti i software, è sufficiente
ricorrere all'opzione 2 ("Update BootZilla").
Premendo il
tasto 4 ("Build BootZilla Boot CD") è invece
possibile creare l'immagine ISO che potrà essere poi
masterizzata su supporto CD: in questo modo, lasciando inserito il CD
ROM di BootZilla all'avvio del personal computer, si accederà
a tutte le utility integrate nel pacchetto.
I vari programmi
possono essere comunque eseguiti non solo dal CD di boot ma anche
dall'interno di Windows, durante una normale sessione di lavoro: è
sufficiente fare doppio clic sul file PStart.exe che permetterà
di scegliere le applicazioni da avviare.
Utilizzando il menù
Edit è poi
possibile personalizzare liberamente l'elenco delle applicazioni
eventualmente riorganizzandole in gruppi e sottogruppi.
BootZilla
può essere inserito, se lo si desidera, anche in una chiavetta
USB che sia sufficientemente capiente.
BootZilla è
scaricabile gratuitamente facendo riferimento a
questa pagina.
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IBM ha rinnovato la linea iSeries e tagliato drasticamente il listino per ridarle nuova vita Dopo una lunga attesa, IBM ha finalmente deciso di rilanciare alla grande la famiglia dell’iSeries (ex S/38 ed AS/400), di modificare il software standard in dotazione, rendendo così più interessante l'offerta sia per i vecchi che i nuovi clienti. Insieme a questo ha ridotto drasticamente i prezzi cercando in questo modo di fare avvicinare al proprio server midrange tutti coloro che guardano alla fascia alta degli xSeries e lo scartavano a causa dei costi elevati. Come già successo nel passato, la nuova linea dell’iSeries è fondamentalmente basata sullo stesso chassis Power server che è impiegata anche per i pSeries, i server Unix, mentre sono presenti alcune differenze nel sottosistema di I/O. Prima alcuni vecchi modelli erano basati sulla vecchia tecnologia Power, come ad esempio i processori Northstar, mentre oggi i nuovi modelli sono equipaggiati con i processori S-Star e Power4, appartenenti alla stessa nuova generazione dei Power4+ che sono montati sui pSeries. L'unica differenza è che quest’ultimi sono tarati per offrire alte performance visto che la concorrenza nel mercato Unix è molto più agguerrita, mentre in campo gestionale è più utile una ottimizzazione generale delle infrastrutture e periferie I/O. I cambiamenti più radicali della nuova linea sono però nel software e nel prezzo. IBM, forte delle esperienze passate, ha deciso di ridurre il numero dei modelli e del software base fornito in tutti i modelli, eccetto quelli rivolti alle piccole e medie imprese. Inoltre supportano il Capacity Upgrade on Demand, una funzionalità che permette di disporre di maggiore potenza di calcolo in modo permanente o temporaneo e che viene addebitata in base ai carichi di lavoro svolti. Riguardo i nuovi prezzi, anche se le informazioni attualmente a disposizione sono abbastanza limitate, sembra che Big Blue abbia intenzione di adottare una strategia commerciale molto simile alla famosa "Green Streak", lanciata alla fine del 2002, che attraverso vari incentivi e promozioni arrivava a tagliare il prezzo originale sino al 50%. Tra le note negative della nuova linea dei midrange server di IBM, c’è da osservare che Big Blue ha deciso di rimuovere le cosiddette feature card, che hanno l'effetto di limitare le prestazioni dei 5250. Questa nuova politica non sarà quindi ben accolta presso i tanti utenti dell’iSeries che ancora usano i "green screen" 5250. A differenza del passato, i nuovi modelli potranno essere acquistati con due tipi di package software: la Standard Edition e la Enterprise Edition. La prima include OS/400, DB2/400, il supporto per le partizioni logiche (sulle quali possono girare sia Linux sia OS/400), il middleware WebSphere, il supporto per Java e la possibilità di eseguire le applicazioni per 5250 che siano state convertite in Java attraverso il WebFacing tool di IBM. L’Enterprise Edition, non solo include tutto quello che è presente nella Standard, ma in più offre il pieno supporto software per il 5250. Inoltre quest’ultima include una licenza per WebSphere, Lotus Sametime, Quickplace e per vari moduli di Tivoli. Nella nuova linea, sono presenti cinque modelli base: 800, 810, 825, 870 e 890. L’ultimo è essenzialmente lo stesso Regatta-H che è stato messo in vendita la scorsa estate ed è disponibile in due versioni: una con 16 processori espandibile sino ad un massimo di 24 ed una che parte da 24 e può arrivare sino a 32 processori, espansione che in entrambi i casi avviene attraverso il Capacity Upgrade on Demand. Questo modello usa il Power4 dual-core processor da 1.3 GHz ed è in grado di supportare dagli 8 GB sino ai 256GB di memoria principale e supporta sino a 32 partizioni logiche. Il nuovo 890 ha inoltre un disco da 144TB, il doppio della versione precedente ed è in grado di gestire sino a 60 Integrated xSeries Adapter (IxA). Poi c’è il modello 870, molto simile al pSeries 670, che è capace di supportare dagli 8 sino ai 16 processori Power4 da 1.3 GHz, da 8 GB sino a 128 GB di RAM sino a 144 TB di capacità su disco. C’è poi il modello 825, il più piccolo tra quelli rivolti alle grandi imprese, che offre dai tre ai sei processori Power4 da solo 1.1GHz in una singola immagine di sistema. L’825 supporta dai 3 GB sino ai 48 GB di RAM e dischi con capacità massima di 58 TB. Ci sono infine i modelli 810 e 800, che sono rivolti alle piccole medie imprese. Il primo, disponibile in tre versioni distinte, supporta sino a schede 13 IxS cards, sette schede IxA cards, dai 512 MB sino ai 16 GB di RAM. La versione uniprocessore è basata su S-STAR da 540MHz o da 750 MHz, mentre quella con due processori usa due S-Star da 750 MHz. Infine c'è l’iSeries 800, il nuovo modello entry level, che è disponibile in due configurazioni hardware di base e tre package software. Il Value Edition usa un S-STAR da 540 MHz senza cache di secondo livello ed è fornito di 256 MB di RAM e un lettore DVD. La Standard Edition ha invece un 540 MHz S-Star con 2 MB cache di secondo livello e 512 MB di RAM. L’ultima, la Advanced Edition ha lo stesso hardware della versione Standard ma in più può arrivare sino a 50 CPW per il 5250 OLTP contro i 25 CPW dell’altro modello. http://www.cbronline.com/cbr.nsf/printweb/1A0DBF884B29ED9380256CB500160602?Opendocument |
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TEKNA Information Technology
Nata con l'obbiettivo di fornire Servizi e Consulenza per lo sviluppo Tecnologico ed Informatico, si è affermata portando avanti con coerenza e competenza la propia missione. L'ampia eseprienza maturata e le capacità progettuali sono gli strumenti che mettiamo a disposizione delle aziende nostre clienti per aumentarne la produttività e l'efficenza interna e per migliorarne sensibilmente il rapporto con la propia clientela Forniamo Consulenza Informatica e Assistenza Tecnica Chi Gestisce un Business, avverte oggi la forte necessità si informazioni in grado di far sentire il "polso" dell'attività. I dati devono essere aggiornati, chiari e semplici da reperire. In un momento di margini sempre più ridotti è indispensabile sfruttare in modo efficace le informazioni che circolano nella propia azienda ed ottimizzare il sistema informativo, strumento che deve offrire un forte ausilio alla gestione ed al controllo dei processi interni. |
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AMD svela l'Athlon 64 dual-core
Ieri il chipmaker ha tenuto una dimostrazione tecnologica di quello che sarà il suo primo processore dual-core per il desktop, un chip compatibile con gli attuali Athlon 64 che farà il suo debutto sul mercato il prossimo autunno
Dopo aver mostrato più volte all'opera i suoi processoroni a doppio core dedicati ai server, ieri AMD ha fornito il primo assaggio dei suoi futuri chip multi-core dedicati ai PC desktop.
Denominato in codice Toledo, l'Athlon 64 dual-core sarà sostanzialmente un Athlon 64 contenente due CPU, o core, ognuna delle quali dotata di una propria cache di secondo livello (L2) e in grado di svolgere un lavoro (task) in modo indipendente l'una dall'altra. Tale caratteristica può già essere sfruttata non solo dai sistemi operativi pensati per i server, come Linux e Windows Server 2003, ma anche da Windows XP: quest'ultimo, infatti, supporta configurazioni a due processori.
"Gli utenti potranno, per esempio, masterizzare CD o DVD e, nello stesso tempo, decomprimere archivi di file, codificare video ad alta risoluzione e mantenere attivi, in backround, i software di sicurezza", ha spiegato AMD in un comunicato.
La versione dual-core dell'Athlon 64 potrà essere installata sulle più recenti schede madri per Athlon 64 previo un semplice aggiornamento del BIOS: il chip è infatti compatibile con l'attuale Socket 939 e con l'alimentazione e i dissipatori standard.
"I processori standard dual-core di AMD rappresentano un'estensione naturale della tecnologia AMD64 con Direct Connect Architecture, un sistema innovativo che collega più processori, il controller di memoria e il sottosistema di I/O direttamente alla CPU, aiutando a eliminare i colli di bottiglia tipici dei front-side bus", ha detto AMD.
L'Athlon 64... a doppia propulsione vedrà la luce nella seconda metà dell'anno e andrà a rivaleggiare testa a testa con il Pentium 4 dual-core di Intel (noto come Smithfield), il cui arrivo sul mercato è invece previsto per il secondo trimestre. Come si può vedere, le due rivali hanno adottato strategie differenti: mentre AMD debutterà sul mercato dei chip multi-core con un processore server (Opteron), Intel vi esordirà con un processore desktop.
Vincenzo Pistillo, responsabile marketing di AMD per il Sud Europa, ha spiegato a Punto Informatico che la strategia dei rilasci di AMD rispecchia quelle che sono le esigenze del mercato: oggi la tecnologia dual-core, secondo il produttore, ha maggior senso nel settore aziendale che in quello consumer.
"Non c'è una grande urgenza - ha detto Pistillo - nello spingere la tecnologia dual-core sul mercato desktop: qui, infatti, le applicazioni che possono beneficiare di questa nuova caratteristica sono ancora poche".
Risulta evidente come l'Athlon 64 dual-core sarà inizialmente da considerarsi un processore di nicchia, dedicato in modo particolare ad applicazioni quali la creazione di contenuti, il video editing e il multimedia avanzato. "Applicazioni, per la maggior parte, più prosumer che consumer", ha commentato Pistillo.
Con l'arrivo del dual-core, AMD non ha alcuna intenzione di sminuire il ruolo dell'Athlon 64 FX, che anzi definisce tuttora "il miglior processore al mondo per gli appassionati e gli amanti dei videogiochi". Del resto, ha spiegato Pistillo, i videogame di oggi non sono ancora ottimizzati per il multithreading e, di conseguenza, gli utenti ricaverebbero ben pochi benefici dall'uso di un chip dual-core.
Pistillo ha inoltre rivelato a PI che AMD battezzerà il futuro processore desktop con un nome diverso da "Athlon 64", questo soprattutto per evidenziarne il diverso posizionamento sul mercato: il nome ufficiale, tuttavia, deve ancora essere deciso.
Come Intel, anche AMD ha intenzione di estendere la propria tecnologia multi-core al settore delle CPU per notebook ma, ad oggi, non ha ancora rivelato i propri piani in merito.
Per quanto riguarda il mercato dei server, AMD ha iniziato le consegne di processori Opteron dual-core ai propri partner nel mese di gennaio e prevede di lanciarli ufficialmente sul mercato verso metà anno all'interno di una linea di processori per server e workstation da 1 a 8 vie basati sull'attuale socket a 940 pin.
Intel prevede invece di lanciare il primo Xeon dual-core nel 2006, mentre una versione a doppio core dell'Itanium dovrebbe fare capolino sul mercato nel secondo trimestre di quest'anno.
AMD ha dedicato alla tecnologia dual-core questa pagina del proprio sito.
Negli scorsi giorni il chipmaker di Sunnyvale ha anche annunciato l'acquisizione di alcune quote azionarie di Patriot Scientific, un'azienda di San Diego passata recentemente alle cronache per aver trascinato in tribunale alcuni noti produttori di chip con l'accusa di violare un suo brevetto sui microprocessori. AMD ha ottenuto il diritto di produrre i chip a 32 bit Ignite di Patriot e di utilizzare diversi suoi brevetti.
Punto Informatico
Intel lancia nuovi Pentium embedded
I nuovi Pentium M e Celeron M sono dedicati ad una vasta gamma di applicazioni, industriali e consumer. Svelata anche una nuova tecnologia di I/O
Nel sempre più importante mercato dei processori x86 embedded, Intel ha lanciato tre nuovi chip basati sulla stessa architettura a basso consumo delle sue CPU per notebook.
I nuovi processori sono il Pentium M 760, con clock di 2 GHz, il Celeron M 370, a 1,5 GHz, e il Celeron M Ultra Low Voltage (ULV) 373, che gira invece a 1 GHz. Tutti e tre i modelli hanno un consumo massimo di 21 watt e sono indirizzati a segmenti del mercato embedded come quelli delle comunicazioni, delle macchine industriali, dei panel PC e dei sistemi di infotainment per le automobili.
Intel ha abbinato ai suoi tre nuovi processori il chipset 915GM Express, una soluzione a basso
consumo con grafica integrata.
"Gli sviluppatori che progettano sistemi con questi processori embedded e con il chipset corrispondente li troveranno ideali per i formati ridotti, ad esempio le nuove specifiche COM (Computer on Module) Express, che offrono prestazioni e densità di I/O elevate per le applicazioni embedded", ha scritto Intel in un comunicato.
Negli scorsi giorni il chipmaker di Santa Clara ha anche annunciato una nuova tecnologia, chiamata I/O Acceleration Technology (I/OAT), che verrà integrata nelle future generazioni di CPU per accelerare il transito dei dati tra l'interfaccia di rete e le applicazioni.
Intel sostiene che sebbene le performance delle CPU e la banda delle reti sia in costante crescita, i tradizionali metodi per spostare i pacchetti TCP/IP sono ormai da considerarsi inadeguati. I/OAT risponderebbe a questo problema accelerando lo stack di protocolli delle reti IP direttamente all'interno della CPU, incrementando così l'autonomia di quest'ultima nei confronti del sottosistema di rete. La tecnologia di Intel include anche funzionalità per velocizzare la copia dei dati, elaborare in parallelo dati e comandi, e accedere direttamente alla memoria del controller di rete. Tali funzioni sono in genere svolte dal cosiddetto TCP/IP Offload Engine (TOE), un componente che viene integrato in alcune schede di rete per ottimizzare il throughput e, nell'ugual tempo, alleggerire CPU e sottosistema di I/O dall'oneroso compito di processare il traffico di rete.
La tecnologia I/OAT è anche in grado di accelerare la gestione di complessi sistemi di storage, come ad esempio RAID-6.
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